Avis Comunale Treviso

1926: la nascita del "Gruppo Donatori Sangue Treviso"

Ideatore del "Gruppo Donatori Sangue Treviso" era un giovane medico, il prof. Brisotto. (nella foto) In quei tempi la trasfusione del sangue non veniva praticata che in casi eccezionali: le conoscenze mediche e i mezzi tecnici erano ancora limitati, i donatori erano ricercati soltanto per l'occasione e reperiti con difficoltà. Inoltre per questa difficoltà essi erano necessariamente ed eccessivamente sfruttati. Conscio delle difficoltà organizzative, il prof. Brisotto diede vita a questo Gruppo con l'aiuto e la collaborazione entusiasta di pochissimi donatori, senza porsi altri traguardi che quello di soddisfare le esigenze del locale ospedale. Un Gruppo dunque nato alla buona, come si potrebbe dire, fra amici.
Non c'era fra costoro l'intenzione di dare vita, anche se ne hanno anticipato lo spirito, ad una organizzazione quale è stata concepita e creata nell'anno successivo, il 1927, dal dott. Formentano, fondatore dell'AVIS . Da sottolineare che anch'egli ha iniziato con un piccolo nucleo di soli 17 donatori. Con il dott. Formentano il Gruppo Trevigiano prendeva immediatamente contatti e già nel 1929 veniva riconosciuto e costituito in sezione AVIS. Da allora la Sezione di Treviso è cresciuta, ha proliferato in provincia e in tutto il Veneto portando ovunque sia lo spirito che l' ha sempre animata, sia l’esperienza acquisita con la propria organizzazione.

"I pionieri dell'AVIS"

Il dott. Formentano è stato l'ideatore e fondatore dell'AVIS nel lontano 1927 a Milano, da dove è partita l'organizzazione avisina per raggiungere quasi tutte le regioni italiane. E' stato inoltre, per alcuni decenni, il Presidente Nazionale.

Il prof. Bortolozzi ha contribuito durante la sua presidenza al primo grande sviluppo dell'Avis Trevigiana: da alcune centinaia di flaconi l'anno, a diverse migliaia. Il prof. Bortolozzi si recava personalmente, spesso prima dell'alba, in diverse località della provincia, sovente preceduto dal suono della campana a martello. I luoghi di prelievo erano vari: dalla canonica all'atrio della scuola, dalla stalla, all'aula dell'asilo.

Il comm. Guaita è stato uno dei pochissimi aderenti e fondatori del Gruppo Donatori Trevigiano nel '26, attivissimo donatore e artefice dei secondo sviluppo dell'AVIS, quello del decentramento organizzativo che ha portato i donatori a superare il numero di 20.000. Fu il creatore e il fondatore di tutte le 83 Sezioni della provincia ed ebbe anche molta parte nella formazione di parecchie AVIS delle province del Veneto e del vicino Friuli.

La vita dell'AVIS Trevigiana si può suddividere in tre periodi: il primo, "embrionale", e quasi inconcepibile per la collettività, dura poco più di 10 anni; il secondo può definirsi "pionieristico" sotto tutti gli aspetti; il terzo è caratterizzato dalla espansione organizzativa sempre più capillare in tutta la provincia.

1950: la ricostituzione

Una sera in Piazza dei Signori alcuni fra i primi Avisiní: Guaita, Castagna, Beffio, la signora Fornasier, chiedono al  giovane medico e donatore di sangue, dott. Gentilin, la ricostituzione dell'Avis Trevigiana sciolta per validi motivi un anno prima dal prof. Bortolozzí. Ricostituirono l'AVIS nel '51 e con loro erano anche mons. Stocco e l'ing. Bettazzi. Partirono in sette; poco dopo erano una settantina. Organizzarono conferenze dappertutto, mettendo i fondi necessari, vagarono per un po' di tempo, poi la cosa più logica accadde: l'Ospedale diede loro la sede, ed era il luogo naturale. L'aiuto del prof. Sacerdote allora Direttore Sanitario fu il trampolino di lancio, con l'appoggio dei Sanitari, le attrezzature e il Laboratorio offerto dal prof. Menenio Bortolozzi. L'AVIS di Treviso era lanciata; si fondarono gruppi attorno alla città, gruppi che poi divennero Sezioni autonome.

1940-1950: crescita e problemi dell'AVIS

Un episodio particolare caratterizzò la vita dell'Associazione, nel 1950, quando d'accordo con Formentano e con il Consiglio provinciale in Assemblea si sciolse la sezione di Treviso: allo scopo di stimolare l'emanazione della legge che doveva dare il riconoscimento giuridico all'Avis in campo nazionale. Nel frattempo si crea il primo abbozzo della cosiddetta «Banca dei Sangue» in quattro locali messi a disposizione dell'AVIS dal Presidente dell'Ospedale, prof. Strina. Prima della guerra e durante, non conoscendo appieno le tecniche ma soprattutto non avendo i mezzi, le trasfusioni erano fatte prelevando il sangue direttamente dal donatore e trasfondendolo all'ammalato che si trovava in ospedale. In città il primo consistente gruppo, di circa 50 elementi fu costituito presso la Ceramica Appiani, con prevalenza di donne. Nel 1944 già l'idea del dono del sangue, soprattutto in considerazione delle calamità belliche, si era fatta strada anche in provincia e le adesioni erano circa 4.000.

11 settembre 1955 - Prima giornata del donatore volontario di sangue.

Cerimonia ufficiale pienamente riuscita. Sono presenti tutte le Autorità fra cui il dr. Formentano e il comm. Orefice.

Alle ore 9 S. Messa e benedizione del nuovo Labaro della Sezione Provinciale. Madrina Lidia Garguillo Castellucci consorte di S.E. il Prefetto. (nella foto: benedizione del Labaro. Officia Mons. Giulio Stocco – avisino)

ore 10 (dopo il corteo per le vie cittadine) cerimonia ufficiale presso il teatro Comunale. Conferimento della medaglia d’oro al Labaro della Provinciale da parte del Comune – conferimento di un distintivo d’oro, 3 medaglie d’oro, 11 d’argento, 27 di bronzo e 145 diplomi di benemerenza ai soci meritevoli.

Ore 16.30 spettacolo d’arte varia presso il Teatro Turazza per soci e familiari ed estrazione di una ricca lotteria fra i soci presenti.